Mercato immobiliare 2026: compravendite in crescita, affitti sotto pressione | Casabrique
Mercato immobiliare 2026: compravendite in crescita, Affitti sotto pressione
Tra accesso al credito, predominio dell'usato e boom dei contratti transitori: la fotografia del settore secondo Fimaa-Confcommercio e Mutui.it, e cosa significa per chi compra e per chi vende.
Dopo mesi di incertezza, inflazione e tassi elevati, il mattone italiano ritrova un equilibrio più stabile. Ma la crescita del 2026 non sarà uguale per tutti: a fare la differenza saranno l'accesso al mutuo, lo stato dell'immobile e la zona.
I numeri del 2026: crescita moderata ma reale
Secondo il Sentiment Fimaa Italia-Confcommercio relativo al primo quadrimestre dell'anno, gli operatori del settore prevedono un aumento delle compravendite tra l'1% e l'1,5%, con un volume complessivo destinato a superare le 770mila transazioni registrate nell'anno precedente. In parallelo, i prezzi delle abitazioni dovrebbero crescere mediamente intorno al 2%, confermando il ruolo della casa come bene rifugio per le famiglie italiane.
La prima casa e il ruolo dei Mutui
Il motore principale della domanda resta, ancora una volta, l'acquisto della prima casa. Per molte famiglie italiane comprare un'abitazione continua a essere una priorità assoluta e una forma di investimento stabile, nonostante il peso di inflazione, costi energetici e spese di ristrutturazione.
Ma desiderare casa non basta: la vera variabile che trasforma l'interesse in acquisto è l'accesso al credito. Quando le famiglie riescono a ottenere un mutuo con una rata sostenibile, la domanda si converte rapidamente in compravendite reali. Quando le condizioni sono più rigide, invece, le decisioni rallentano, soprattutto tra giovani coppie, lavoratori con redditi variabili e nuclei con budget limitato.
Il mercato crescerà, ma la vera variabile sarà la capacità delle famiglie di accedere al credito e sostenere i costi di acquisto o ristrutturazione. Non è più solo una questione di prezzo, ma di sostenibilità complessiva dell'operazione.
«Chi compra oggi non valuta soltanto il prezzo, ma il costo complessivo dell'operazione, mutuo incluso.»
L'usato domina, il nuovo resta una nicchia
La composizione dell'offerta racconta un mercato sbilanciato: le abitazioni nuove rappresentano appena il 7% del totale, circa 54mila transazioni l'anno, mentre l'usato copre la quota nettamente prevalente delle compravendite, fino al 93% secondo i dati riportati da Mutui.it. Dal 2010 a oggi i prezzi del nuovo sono saliti del 30%, mentre quelli dell'usato sono scesi mediamente dell'11%, ampliando ulteriormente il divario tra le due fasce di mercato.
Questo scarto rende l'immobile esistente la scelta più accessibile per chi cerca casa, ma comporta anche un costo nascosto: molti appartamenti usati richiedono interventi di manutenzione, adeguamento energetico o ristrutturazione vera e propria. Tra gli ostacoli principali segnalati dagli operatori figurano proprio i costi elevati dei lavori, indicati dal 33%, e la ridotta disponibilità economica delle famiglie, segnalata dal 25%.
Chi compra, nel 2026 valuta
- Il costo complessivo dell'operazione, non solo il prezzo d'acquisto
- La classe energetica e i consumi futuri
- La fattibilità reale del mutuo prima della proposta
- L'entità di eventuali lavori di ristrutturazione
Chi vende, nel 2026 punta su
- Una valutazione realistica e coerente con il mercato locale
- Una presentazione curata dell'immobile
- Documentazione completa fin dall'inizio
- Piccoli interventi di valorizzazione prima dell'annuncio
Affitti sotto pressione: la domanda supera l'offerta
Se le compravendite mostrano una crescita moderata, il mercato delle locazioni resta molto più teso. La domanda continua a superare l'offerta disponibile, alimentando un aumento costante dei canoni: le previsioni indicano rincari medi tra il 3% e il 4%, che possono arrivare fino al 5% per i contratti dedicati agli studenti. Per il 64% degli operatori la domanda di Affitti continuerà a crescere, mentre per il 58% l'offerta è destinata a ridursi ulteriormente.
La pressione è particolarmente forte nelle grandi città, nei centri universitari e nelle aree a maggiore mobilità lavorativa, dove studenti, giovani professionisti e famiglie in transizione faticano a trovare soluzioni adatte a prezzi sostenibili.
Contratti transitori: il nuovo volto della locazione
Tra i dati più significativi emerge la crescita dei contratti transitori, che secondo Mutui.it rappresentano ormai il 29% del totale delle locazioni. Un segnale chiaro di come stiano cambiando le esigenze abitative: sempre più persone cercano casa per periodi limitati, legati a un nuovo lavoro, un percorso di studio, un trasferimento provvisorio o una fase di passaggio prima dell'acquisto.
In questo scenario, bilocali e trilocali ben collegati risultano i più richiesti, perchι rispondono meglio a chi cerca praticità, spese di gestione contenute e servizi vicini: lavoratori mobili, studenti, famiglie meno numerose e persone anziane.
In sintesi
- Le compravendite 2026 sono previste in crescita tra l'1% e l'1,5%, oltre le 770mila transazioni
- I prezzi medi aumentano di circa il 2%, ma in modo selettivo
- L'usato copre il 93% del mercato, il nuovo solo il 7%
- L'accesso al mutuo è la vera variabile che trasforma la domanda in acquisti reali
- Gli Affitti crescono del 3-4%, fino al 5% per gli studenti
- I contratti transitori arrivano al 29% delle locazioni, segno di una domanda sempre più mobile
- Bilocali e trilocali ben collegati restano i tagli più richiesti
Fonti: Sentiment Fimaa Italia-Confcommercio, primo quadrimestre 2026; Mutui.it. Contenuto redatto a fini informativi e divulgativi da CasaBrique. Per una valutazione personalizzata del tuo immobile o delle tue esigenze abitative, contattaci direttamente.

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